Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera:
Sulle riforme, a partire da quelle del mercato del lavoro, la maggioranza non puo’ chiedere all’opposizione di condividere gli obiettivi, ma non le responsabilita’. Se si cambia la politica, occorre cambiare il governo e i ministri che piu’ si sono opposti al cambiamento.
Le aperture di Sacconi non sono sbagliate, in linea di principio. Semplicemente non sono credibili se a farle e’ lui, che per anni ha irriso le ambizioni dei riformatori, dentro e fuori dal Pdl: da Ichino, a Cazzola, al sottoscritto, che contestavano l’inefficienza, prima che l’ingiustizia, di un mercato del lavoro disuguale e discriminatorio e chiedevano che vi si ponesse urgentemente rimedio. Cio’ che Sacconi puo’ vantare e’ di avere difeso gli istituti, dalla cassa integrazione all’apartheid contrattuale degli outsiders, che un modello universalistico di flexecurity dovrebbe rottamare.
Un po’ poco, a dire il vero, per farsi alfiere della ‘svolta europea’. Davvero Sacconi, per stare al vocabolario che il ministro ama frequentare, avendo fatto fino a ieri il cardinale della controriforma tridentina, vorrebbe oggi, senza imbarazzi, guidare la riforma protestante?




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